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Mese: Luglio 2018

La periostite: sintomi, cause e cura

La periostite è un processo infiammatorio del periostio, cioè la membrana connettivale che ricopre le ossa. Laperiostite può interessare quindi un singolo osso, come nel caso della periostite tibiale, la forma più conosciuta e più comune, oppure più ossa.

Si possono distinguere due forme della periostite tibiale: acuta e cronica. Nel primo caso, la situazione è abbastanza grave e l’evoluzione può essere rapida, ma altrettanto rapido può essere il miglioramento. Nel secondo caso invece, i sintomi sono meno acuti, ma tendono a permanere nel tempo. Le cause possono essere di origine infettiva oppure, più frequentemente, di origine traumatica. I soggetti che sono più a rischio sono gli sportivi, soprattutto i corridori, i calciatori ed i triatleti, soprattutto coloro che presentano piede piatto o cavo; per quanto riguarda i soggetti non sportivi, questa patologia si riscontra maggiormente in persone con problemi posturali.

Il sintomo più frequente è la presenza di dolore localizzato nella parte mediale della tibia, a volte più esteso a volte più concentrato in un punto. Inizialmente, il dolore scompare dopo qualche chilometro, ma nelle fasi più gravi il dolore è tale da bloccare l’attività e, addirittura, presentarsi quando il soggetto è a riposo. Può essere presente anche gonfiore nella zona.

Per guarire dalla periostite tibiale e per evitare il suo cronicizzarsi è consigliabile bloccare l’attività fisica per almeno un mese. La ripresa dell’attività dovrà avvenire solamente dopo aver lavorato adeguatamente sulla muscolatura, aver scelto scarpe adatte e, se il caso, plantari ortopedici.

Per un’analisi specifica e per capire qual è la cura migliore a seconda del soggetto e della gravità della situazione, è necessaria una visita specialistica. Il Centro Ortopedico Sanitaria Bresciana con il suo team di esperti è altamente preparato nel trattamento di queste patologie. Non esitate a contattarli!

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IL MORBO DI OSGOOD SCHLATTER

Il morbo fa parte delle sindromi note come osteocondrosi e consiste in un processo degenerativo della tuberosità tibiale. La malattia colpisce in età pre-adolescenziale tra i 10 e i 14 anni e finisce verso i 18/20 anni con il termine della crescita con la calcificazione delle ossa. Il più delle volte colpisce sia maschi che femmine e può prendere entrambe le ginocchia o uno solo.

I sintomi legati al morbo di Osgood Schlatter sono caratterizzati da dolore al terzo inferiore del tendine, alla rotula o alla tibia. Non è difficile riscontrare nelle zone doloranti la presenza di tumefazioni. Frequente poi è la formazione di calcificazioni intra-tendinee che in età adulta possono essere fonte di infiammazioni e dolori. Rara, invece, è il possibile distacco della tuberosità tibiale.

IL PIEDE PIATTO

La sindrome pronatoria o piede piatto è caratterizzata dall’arco plantare mediale che risulta più basso della norma o completamente assente. La deformazione tocca l’astragalo (che collassa e si verticalizza), il calcagno (che si valgizza) e il tendine tibiale posteriore (che si ritrova stirato e teso per sorreggere la volta plantare). Per questo motivo chi ne soffre possiede piedi che, anche nella parte centrale, appoggiano totalmente o quasi del tutto al suolo.

DISMETRIA AGLI ARTI INFERIORI

Le cause più frequenti dell’insorgere della patologia sono quelle post-traumatiche (incidenti o eventi traumatici) e malformative (congenite).

Spesso la dismetria è una condizione asintomatica, mentre in alcuni casi il paziente può avvertire un dolore alla gamba simile al nervo sciatico o un dolore alla gamba più lunga, che in tale condizione viene sovraccaricata rispetto a quella più corta.

La tendinite alla caviglia: causa di fastidiosi dolori

La tendinite alla caviglia è l’infiammazione di uno o più tendini in quest’area. Questa può essere causata da un trauma alla caviglia di tipo acuto o cronico, un sovraccarico nell’area o una forma di artrite. Le persone che presentano maggior rischio di presentare questo disturbo sono gli sportivi che praticano attività con alta incidenza di infortuni alla caviglia ed al piede, come per esempio i calciatori, oppure coloro che praticano attività lavorative con movimenti stressanti per piedi ed arti inferiori o ancora chi indossa frequentemente scarpe molto strette a livello della caviglia.

Tipicamente è presente dolore alla caviglia e anche al piede, gonfiore e rigidità. Il dolore è solitamente più forte alla mattina e nel momento in cui si riprendono i movimenti dopo un periodo relativamente lungo – dipende dal grado di tendinite – di immobilità. Una valutazione obiettiva è sufficiente per valutare la presenza di una tendinite alla caviglia.

Per quanto riguarda la cura, normalmente viene prescritto riposo da qualsiasi attività che causi dolore, applicazione di ghiaccio, elevazione dell’arto dolorante e, nei casi peggiore, l’assunzione di antinfiammatori. Nel caso in cui si rimandi una cura, la tendinite può diventare una vera e propria lesione del tendine, che può risolversi solamente con un intervento chirurgico.

Una diagnosi accurata nel caso di tendinite alla caviglia è estremamente importante, anche per iniziare da subito il trattamento di cura. Non esitate a contattare il Centro Ortopedico Sanitaria Bresciana se riscontrate questi sintomi.

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