info@sanitariabresciana.com – +39 030 33 66 145

Mese: Novembre 2019

Sai davvero a cosa servono i plantari ortopedici?

I plantari ortopedici sono dei dispositivi sviluppati secondo prescrizione medica. Nonostante siano utilizzati da decenni per risolvere i più comuni problemi che interessano gli arti inferiori, i moderni plantari ortopedici offrono soluzioni all’avanguardia ad un prezzo spesso contenuto.

Quando devo ricorrere all’utilizzo di un plantare?

Il plantare ortopedico è a tutti gli effetti un dispositivo medico ed è assolutamente personale, pertanto il suo utilizzo è strettamente legato al giudizio di un ortopedico specializzato. I casi più comuni di prescrizione medica di plantari sono fascite plantare,piede piattopiede interessato da alluce valgo e piede cavo.

Come funziona un plantare?

È risaputo che questi dispositivi correggano la postura ma vediamo nel dettaglio come funzionano. Se pensiamo alla gamba come ad un insieme di elementi meccanici, tutti i movimenti svolti dagli arti inferiori possono essere concepiti come relazioni fra più ingranaggi. Queste interazioni generano forze che, in base alla risposta del suolo, producono un movimento ambulatorio. La distribuzione del peso e delle forze genera dei movimenti più o meno agili, pertanto una superficie ridotta come quella di un tacco a spillo risulterà in un aumento di forze applicate sulla base. Al contrario, con una superficie più ampia, la zona di maggior pressione risulta alleggerita, ovvero la suola del piede. In alcuni casi specifici citati in precedenza è necessario intervenire su questo meccanismo tramite un plantare, il cui ruolo è quello di ridistribuire le zone di appoggio del piede tramite materiali ammortizzanti e compensando, in alcuni casi, le interazioni fra gli “ingranaggi”.

Qual è il prezzo dei plantari ortopedici?

Essendo dei dispositivi realizzati con diversi tipi di tecnologie, la spesa non è facilmente limitata ad un numero specifico. Alcuni centri specializzati realizzano plantari da bambino il cui costo è abbordabile. Ovviamente, il prezzo sarà ridotto rispetto ai modelli per adulti, ma va considerato che, specie quando si ha a che fare con la propria salute, ogni acquisto va fatto con particolare attenzione.

Alluce rigido: cos’è e come curarlo

L’alluce rigido è una patologia molto fastidiosa che tende ad acutizzarsi con il passare del tempo, soprattutto nel caso in cui si tardasse troppo ad iniziare i trattamenti consigliati dal centro ortopedico.

Come l’alluce valgo, interessa localmente la mobilità delle dita del piede ed in maniera più estesa la postura e la deambulazione. Ma cos’è e come si cura?

Alluce rigido: le cause

Le due falangi che compongono l’alluce sono la parte interessata dalla patologia. La cartilagine che collega l’articolazione si assottiglia innaturalmente provocando la formazione di nuovi tessuti ossei che limiteranno gravemente i movimenti articolari. Le cause sono di diversa natura: possono essere congenite, se interessano la struttura del piede e in particolare del primo metatarso, o derivanti da altre patologie, come la gotta, l’artrite e i reumatismi.

La diagnosi di alluce rigido

È impossibile effettuare una diagnosi autonoma senza conoscenze proprie di uno specialista, pertanto vi consigliamo di recarvi in un centro ortopedico specializzato per una consulenza con un ortopedico podologo nel caso in cui stiate sperimentando alcuni dei sintomi riportati di seguito. I pazienti affetti da alluce rigido spesso lamentano dolore e difficoltà di movimento dell’alluce in una fase iniziale seguito da pronazione. Successivamente, il dolore potrebbe comparire anche a riposo ed essere accompagnato da piccole escrescenze ossee sul dorso del piede. La malattia diventa più invalidante senza trattamenti tempestivi e potrete arrivare a sperimentare dolori alla pianta del piede e al ginocchio, fino ad avere difficoltà nella deambulazione.

Alluce rigido: le cure

Lo specialista terrà conto del grado di progressione della malattia e vi consiglierà una terapia adeguata. Generalmente i trattamenti più comuni sono l’utilizzo di creme e unguenti, terapie fisioterapeutiche o, nei casi più estremi, la chirurgia.

Scroll to top